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Svolta storica per il Chianti: nasce il Chianti Rosé DOCG

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Se stai seguendo le ultime novità sul Chianti, quello che ti raccontiamo oggi è uno di quei cambiamenti che si ricordano. La storica denominazione toscana, simbolo indiscusso del vino rosso italiano nel mondo, ha aggiornato il proprio disciplinare aprendo ufficialmente a una nuova tipologia: il Chianti Rosé DOCG. Non si tratta di una semplice variante commerciale né di un adattamento di tendenza, ma di un ingresso formale del rosato all’interno di una delle denominazioni più riconoscibili d’Italia. Un passo che ridefinisce i confini di ciò che il Chianti può essere.

Il contesto non è neutro. Il mercato del vino rosato ha conosciuto negli ultimi anni una crescita costante, soprattutto sui mercati internazionali, dove il rosé è ormai considerato una categoria a sé, capace di attrarre consumatori giovani e appassionati di lifestyle. Secondo i dati pubblicati da Unione Italiana Vini nel rapporto 2024 sull’export, i vini rosati italiani hanno registrato una crescita in valore superiore al 7% rispetto all’anno precedente, con i mercati nordamericano e nordeuropeo in testa. In questo scenario, aprire la DOCG Chianti al rosé non è un cedimento alle mode, ma una mossa strategica: permettere ai produttori di entrare in questa categoria senza abbandonare la propria identità territoriale. È una scelta che seguiamo con interesse, perché tocca direttamente i vini che selezioniamo e proponiamo.

Ultime novità sul Chianti: come viene prodotto il nuovo Chianti Rosé

La base produttiva del Chianti Rosé DOCG rimane fedele alla tradizione: il Sangiovese deve essere presente in misura minima del 50%, mentre la quota restante può essere completata con altri vitigni autorizzati in Toscana, tanto a bacca rossa quanto a bacca bianca. Il profilo sensoriale atteso è quello di un vino con colore rosato brillante, corpo medio e freschezza spiccata, con un’aromaticità medio-alta e un bouquet che ruota attorno a note di fragolina di bosco, lampone, ciliegia, rosa e agrumi rossi.

Dal punto di vista geografico, il Chianti Rosé DOCG potrà essere prodotto nell’area del Chianti DOCG, che include sottozone come Montalbano, Colli Fiorentini, Colli Aretini, Rufina, Colli Senesi, Colline Pisane, Montespertoli, Pisa e Siena, ma rimane escluso dal territorio del Chianti Classico. Sul fronte della tempistica, la produzione è già possibile a partire dalla vendemmia 2025, con uve provenienti da vigneti regolarmente iscritti alla denominazione. Un avvio immediato, che lascia poco spazio all’attesa e molto alla sperimentazione dei produttori.

Cosa cambia davvero per la denominazione

Vale la pena fare chiarezza su un punto che rischia di essere frainteso: il Chianti non diventa un vino rosato. Il Chianti Rosé DOCG è una nuova tipologia che si aggiunge a una gamma già articolata, che comprende il Chianti giovane, il Superiore, la Riserva, la Gran Selezione, fino alle espressioni più evolute. La denominazione si arricchisce di un nuovo registro espressivo senza rinunciare a ciò che l’ha resa grande. Quello che cambia, concretamente, è la possibilità per i produttori di intercettare un segmento di mercato in espansione restando all’interno della cornice DOCG, con tutto il valore di garanzia e riconoscibilità che questo comporta. Le ultime novità sul Chianti ci dicono che la Toscana sa rinnovarsi con metodo, non per inseguire una moda, ma per ampliare il proprio vocabolario senza tradire la propria identità. È esattamente il tipo di evoluzione che, come selezionatori, troviamo più interessante da raccontare e da portare nei nostri calici.

Curiosi di scoprire le etichette di Chianti che abbiamo selezionato per te? Tra le nostre proposte trovi espressioni della denominazione che raccontano il territorio con precisione: dai classici di riferimento alle interpretazioni più contemporanee. Esplora la selezione sul nostro sito.

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